Fotografia zero pixel “Un viaggio nel tempo psichedelico!”

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Fotografia zero pixel “Un viaggio nel tempo psichedelico!”

Oggi ho fatto un viaggio nel tempo psichedelico pazzesco 🚀

No! Non ho fumato. Adesso te lo racconto!

Come in ogni viaggio temporale che si rispetti, si è rotto il meccanismo che ti permette di scegliere la data esatta. Invece di tornare al secolo scorso, come avrei voluto, mi sono ritrovata catapultata al primo giorno di scuola!

La sensazione è chiaramente quella, ma non sono finita nella mia vecchia scuola, ma in una biblioteca. Una bellissima biblioteca dai soffitti altissimi e affrescati. All’ingresso ad accogliermi c’è un pesce di plastica in una boccia dai contorni quasi impercettibili.

È sospeso a mezz’aria. Mentre lo aggiro cauta, mi accorgo che è ancorato al pavimento con un piccolo peso. Mi da l’idea di essere un tentativo di suicidio mal riuscito, il pesce infatti mi sembra in perfetta forma!

Entro in un prima sala, sui muri ci sono appese fotografie erotiche e tutto è avvolto da uno strato di plastica. Una signora in camice bianco mi viene incontro. Mi dice essere di Acquamarina.

(È una via di mezzo tra: un’artista e una professoressa di chimica solo molto più figa!) Mi guida tra le sale. Una foto dietro l’altra mi accorgo di come la plastica

[ “abbia stravolto la nostra quotidianità con i suoi oggetti colorati. Di come ha semplificato quasi tutte le operazioni della nostra giornata. Di come a permesso di raggiungere obiettivi e migliorie inimmaginabili. Di come la plastica sia diventata così onnipresente da essere ora oggetto di problematiche ambientali – Ennio Demarin ]

Mi fa vedere tutto questo attraverso 17 punti di vista differenti. Scopro così che il pesce di prima è uno di questi!

Finito il giro la Signora Annamaria di Acquamarina, mi dice che oggi è il mio primo giorno di “Alfabetizzazione fotografica”E si. Perché in questa epoca moderna

[ l’arte fotografica soffre di una crisi d’identità. Da quando il digitale ha imposto uno stile diverso, fatto di enormi quantità di scatti a discapito della qualità, c’è la necessità di un ritorno all’origine. In questo panorama nasce Fotografia Zero PixelChe Concentra la sua attività proprio nella riscoperta di antichi processi di realizzazione fotografica. Perlustrando sia gli aspetti tecnici che artistici. ]

Annamaria mi dice:”Oggi lavoriamo con gli elementi base della fotografia: i bagni di sviluppo e di fissaggio, la luce, il calore e la carta fotografica. Il procedimento è legato sia al caso, ma anche al controllo e alla conoscenza del mezzo.”

Io Intingo il palmo della mia mano nella prima bacinella, dove al suo interno ce il liquido di sviluppo. Appoggio il palmo sulla carta fotografica su cui vi è spalmata un emulsione ai sali d’argento.

Non riesco a vederli, ma riesco a sentirli a contatto con la pelle. Sono come “piccole scosse elettriche” i sali anneriscono e lentamente mi restituiscono l’immagine che gli ho chiesto.

Questa è L’OSSIDAZIONE.

[ Si può considerare come l’analisi degli elementi sostanziali della fotografia. La carta fotografica trattata ai sali d’argento si ossida a contatto di sviluppo e fissaggio e sotto l’influenza della luce e del calore. ]

Questa è la prima delle tecniche off-camera.

[ Solo Dopo molteplici prove si può riuscire ad ottenere quello che si cerca, raggiungendo quindi quello che può essere definito la casualità programmata – Nino Migliori ].

Sono tornata bambina, occhi e bocca spalancati, mentre l’immagine della mia mano prende forma.Lo so è irrazionale ma è come se le la mia mano fosse stata impregnata di inchiostro. Rimango basita, è la magia dello sviluppo.

Per quanto possa essere chiaro nella mia mente che sono di fronte a una reazione chimica, non posso fare a meno di meravigliarmi. Quanta della nostra meraviglia viene assorbita dalla carta? Com’è possibile?

Penso che con la seconda edizione del progetto fotografico NONiO anche noi daremo il nostro contributo, attraverso il Vostro punto di vista su questo argomento così affascinante e importante.

🚀 https://nonio.photography/le-edizioni/trieste-polaroid-edition-2-2018/

Per questo NONiO si vuole concentrare sulla “consapevolezza dello scatto” perché si sposa perfettamente con la consapevolezza di se stessi e dello spazio che ci circonda.

Vado verso la macchina del tempo e mi porto a casa la mia mano “OSSIDATA” come fosse un reperto archeologico rupestre.

Uscendo dalla biblioteca noto che il pesce è ancora li! E li rimarrà, fino a che non ci decidiamo a riciclarlo…

By | 2018-07-17T13:10:00+00:00 novembre 11th, 2017|Categories: Fotografia|0 Comments

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Sono una progettista, connetto idee con soluzioni, immagini con servizi, fotografie con prodotti e sogni con obbiettivi!

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